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I cani per la guardianìa del gregge non sono normali cani da compagnia o da famiglia: l’allevamento, l’allevamento e la cura richiedono conoscenze specifiche in materia di socializzazione, addestramento e assistenza.
La Società Cinologica Svizzera SCS ha preso atto del rapporto d’inchiesta del Cantone di Soletta sul «caso di maltrattamento degli animali di Ramiswil». Il rapporto dimostra in modo impressionante come la proliferazione incontrollata dei cani da protezione del bestiame, verificatasi nel corso degli anni, unita alla mancanza di socializzazione, abbia potuto portare a una situazione di emergenza sia dal punto di vista del benessere animale sia della sicurezza, culminata alla fine con la tragica eutanasia di 99 cani.
La SCS si rammarica profondamente di questo esito. Sottolinea con chiarezza che i cani da protezione del bestiame non sono normali cani da compagnia o da famiglia: la loro riproduzione, allevamento e cura richiedono requisiti altamente specifici in termini di socializzazione, addestramento e assistenza. Quando tali requisiti non vengono rispettati o se il numero di animali supera la capacità di un singolo allevatore, si finisce per avere animali che non possono essere gestiti in sicurezza all’interno di un branco, né essere successivamente dati in adozione o sistemati in altro modo adeguato alla loro specie. Secondo il rapporto, proprio questo aspetto è stato determinante nel caso in questione per la decisione di ricorrere all’eutanasia e non tanto in primo luogo lo stato di salute degli animali. La SCS prende chiaramente le distanze dalle decisioni in materia di eutanasia prese esclusivamente sulla base dell’appartenenza razziale.
La SCS vede nel rapporto un’importante conferma delle sue richieste di lunga data:
- Prendere sul serio la responsabilità dell’allevamento: un allevamento controllato e responsabile, con un limite massimo di effettivi, non rappresenta un ostacolo burocratico, bensì un presupposto fondamentale per un allevamento rispettoso del benessere degli animali.
- Coinvolgere tempestivamente competenze specialistiche: quando si gestiscono branchi di cani da protezione del bestiame è necessario disporre fin dall’inizio di conoscenze specialistiche in materia di socializzazione e allevamento, e non solo quando la situazione si è già aggravata.
- Un’applicazione coerente delle norme, anziché soluzioni consensuali a tutti i costi: laddove sussistano indizi di sovraccarico o di inganno, le autorità devono disporre misure efficaci, anziché misure consensuali ma inefficaci. A tal fine, la politica deve mettere a disposizione le risorse necessarie per garantire un’applicazione adeguata delle norme.
La SCS continua a mettere a disposizione delle autorità, delle associazioni di allevatori e delle persone detentrici di cani la propria consulenza specialistica, con l’obiettivo di evitare in futuro casi come quello di Ramiswil.